La Guida Definitiva alle Tecniche di Link Building [aggiornamento 2026]


matteo dagostino consulente filosofico

di Matteo D’Agostino (Schio, Vicenza)

Esperto Internet Marketing e Google Partner certificato, specializzato in web marketing alla University of California e all’Oxford College of Marketing.


Chi non ha mai sentito parlare di link building? Tra le tecniche SEO per posizionarsi sui motori di ricerca è senza dubbio la più conosciuta, complice il successo registrato nei primi anni di evoluzione del web, quando era possibile posizionare un sito web piuttosto velocemente (e facilmente) grazie ai link esterni pubblicati su siti cosiddetti di article marketing. Un’epoca tramontata per sempre dopo l’avvento di Google Penguin, l’algoritmo che ha penalizzato definitivamente i portali dove pubblicare articoli e news per fini di mera link building. Da allora sono passati ormai una decina di anni, eppure la link building esiste ancora ed è ancora in grado di offrire quel boost di autorevolezza necessario – anzi, direi imprescindibile – in settori dove la competizione è serrata.

Tecniche di link building

Accanto ai contenuti, dunque, i link esterni rimangono tra gli strumenti migliori per ottenere visibilità nel motore di ricerca, purché siano link che portano succo (juice) in modo pulito e naturale. Ed è proprio questa la differenza da tenere presente rispetto all’epoca pre-Penguin. Se prima ogni link, in quanto tale, andava bene, oggi bisogna fare molta attenzione, selezionando fra migliaia di portali, magazine online, siti web, blog e non solo. Insomma, un lavoro di cesello che occorre gestire con una certa oculatezza, non solo per via dei costi (ogni link ha un suo prezzo) ma anche perché uno o più link da portali fuori target rischiano di non portare alcun beneficio, arrecando addirittura un potenziale danno qualora i portali avessero uno spam score troppo elevato. Niente paura: fra poco ti spiegherò ogni termine e tutto ti sarà più chiaro anche se non hai alcuna esperienza in questo campo!

PRINCIPI BASE DI LINK BUILDING E CONSIGLI DI GOOGLE

Prima di avventurarci nel mondo della link building, è opportuno chiarire alcuni dei principi su cui poggiano le tecniche di creazione di questi link. Lo farò in maniera molto schietta e diretta, partendo dalla mia esperienza diretta per poi “dare la parola” a Google e ai suoi consigli ripresi direttamente dalla voce Best practice di Google per i link. Partiamo dalla definizione: link building sta per costruzione di link, e già questo rende l’idea del modus operandi che dobbiamo seguire. I link vanno infatti “costruiti” nel vero senso della parola, con un lavoro progressivo e costante, che segue alcuni punti chiave tra cui ricordo:

  • crescita graduale dei link, per cui è importante che i link appaiano nei vari siti e portali esterni con una frequenza costante, e non tutti in una volta sola a distanza ravvicinata;
  • non solo link forti, nel senso che è più efficace distribuire link su portali più autorevoli (pochi) e meno autorevoli (tanti), piuttosto che concentrare il tiro solo su portali molto autorevoli. In questo modo la link building risulterà molto più naturale agli occhi di Google;
  • coerenza fra gli argomenti, puntando quindi su portali, blog e siti web che trattano gli stessi topic del nostro sito o del nostro ecommerce. Esempio banale: se vogliamo piazzare un link per rinforzare il sito vetrina di un’azienda che vende prodotti surgelati, ci affideremo a blog specializzati nell’ambito del food & beverage;
  • metriche elevate, ovvero parametri che esprimono la bontà, affidabilità e autorevolezza di un sito web, ma su questo tornerò fra poco perché merita un capitolo dedicato;

In linea di massima, da quella che è la mia esperienza diretta, non c’è molto altro da aggiungere: la link building va costruita con criterio, senza “strappi” e soprattutto senza sotterfugi (ricorrendo a quelle tecniche definite di black hat SEO per intenderci). Ma qual è l’opinione di Google? Nelle sue Best practice per i link, il motore di ricerca viene in nostro aiuto con alcuni ragguagli, senza tuttavia esporsi troppo. La prospettiva adottata si focalizza più che altro sulle norme da rispettare per creare link che siano facili da interpretare per i motori di ricerca, il che resta tuttavia un elemento cruciale.

Link building SEO

A proposito degli anchor text, vale a dire delle parole o insiemi di parole che devi linkare, Google riporta quanto segue:

Un buon anchor text è descrittivo, ragionevolmente conciso e pertinente alla pagina in cui si trova e a quella a cui rimanda. Fornisce un contesto per il link e definisce aspettative per i lettori; migliore è l’anchor text, più facile sarà per gli utenti navigare nel tuo sito e per Google capire l’argomento della pagina a cui reindirizzi le persone.

Non è molto, ma è comunque opportuno tenerlo a mente. Così come è opportuno tenere a mente altri dettagli che appaiono scontati ma che scontati non lo sono affatto:

Ricordati di fornire un contesto per i link: le parole prima e dopo i link sono importanti, quindi presta attenzione alla frase nel suo complesso. Non concatenare i link uno accanto all’altro; è più difficile per i lettori distinguerli e non avrai testo circostante per ogni link.

Come avrai intuito, ti consiglio di leggere queste linee guida ed eventualmente revisionare i tuoi link, quelli interni e quelli esterni al sito. Ricorda: non è mai troppo tardi per rimediare a una situazione di link building trascurata!


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LE METRICHE PER LINK EFFICACI SECONDO MOZ, MAJESTIC E SEO ZOOM

Facciamo ora un piccolo passo indietro e riprendiamo, dall’elenco del paragrafo precedente, la voce che ho ribattezzato “metriche elevate”. Qui bisogna come dicevo aprire una piccola parentesi per esplorare le modalità con cui possiamo calcolare la qualità del sito web nel quale pubblicare il nostro link. Se infatti su portali come Wikipedia o Tiscali avremo senza ombra di dubbio un beneficio enorme in termini di autorevolezza, cosa succede quando inseriamo il nostro articolo con link interno in un sito di cui non conosciamo l’effettivo potenziale? Bè, ogni previsione lascia il tempo che trova, in quanto appunto resta sempre una previsione. Ciò non toglie che possiamo affinare il tiro verificando alcune metriche, le stesse che sono state elaborate non da Google (eh eh, sarebbe troppo facile!) bensì da piattaforme di servizi SEO come Moz o come Majestic. Vediamone alcune:

  • DA si riferisce alla Domain Authority, una metrica sviluppata da Moz.
  • TF sta per Trust Flow, una metrica dello strumento SEO Majestic.
  • ZA si riferisce alla Zoom Authority, una metrica utilizzata da SEOZoom per valutare l’autorevolezza di un sito web. Un valore di ZA più alto indica un sito web più autorevole.
Link building per siti e ecommerce

Sebbene Google non abbia mai rivelato la sua “ricetta segreta” (un po’ come Coca-Cola o KFC), queste metriche sono diventate nel tempo un indicatore abbastanza realistico per determinare il potenziale SEO di un sito web nel momento in cui si dovesse andare a pubblicare un link.

IL GUEST POSTING PER UNA LINK BUILDING NATURALE

Alla luce di quanto abbiamo detto finora, resta da capire come passare dalla teoria alla pratica. In parole povere, decisi i portali e i blog, che cosa succede nel concreto? Come esperto SEO con una lunga esperienza alle spalle, posso affermare con certezza che il guest posting rientra fra le più efficaci tecniche di link building, forse la migliore in assoluto per generare risultati solidi e duraturi. Si tratta in sostanza di contattare influencer di settore (di solito blogger), ma anche agenzie e testate giornalistiche, chiedendo di volta in volta se ci sono le condizioni per pubblicare un articolo, o magari una recensione sui prodotti, i servizi o il singolo progetto che vogliamo promuovere in ottica di posizionamento e visibilità.

Settori tipici per lavorare di guest posting e di articoli pubblicitari in generale sono il turismo (travel), il vino e il cibo (wine & food), la moda e l’abbigliamento (fashion), ma anche la tecnologia (high tech) e l’informatica (IT). Occorre studiare l’offerta, i volumi di traffico e le metriche di ciascun portale (le stesse che ti ho spiegato nel dettaglio all’inizio di questo articolo) e, in un secondo momento, definire le modalità di collaborazione. C’è chi ad esempio accetta un solo link, chi chiede cifre più elevate, chi non accetta che la scrittura dell’articolo sia gestita da altri all’infuori della redazione o dell’autore (il blogger, il giornalista, o chi per loro). Come per altri ambiti, occorre valutare caso per caso su quali siti e portali puntare, e anche come pianificare la pubblicazione, affinché risulti meno forzata possibile.

ALTRE TECNICHE PER OTTENERE LINK ESTERNI AL PROPRIO SITO

Il guest posting non è certo l’unica tecnica di link building ammessa per ottenere o creare link esterni. A questa se ne aggiungono altre forse meno efficaci ma non meno valide. Una su tutte è quella di inserire l’url del sito che vogliamo posizionare all’interno delle tante directory italiane e straniere attive, vedi dmoz, hotfrog, aziende.it, pagine gialle e moltissime altre. Che cosa sono le directory? Né più né meno sono degli archivi digitali che riportano un elenco di aziende, suddivise di solito per settore di business, area geografica e non solo. Queste directory possono fornire un aiuto rapido e a costi accessibili, anzi, a volte senza nemmeno bisogno di spendere un euro.

Tecniche di link building 2025

Un’altra tecnica è quella di pubblicare post con all’interno un prezioso link in piattaforme social come LinkedIn o come Facebook. Queste piattaforme godono di una reputazione e di un domain authority molto alto, per cui una condivisione continuativa dei post diventa un modo per dare a Google la conferma che il sito, quantomeno, viene linkato. Se poi ogni tanto qualcuno clicca sui link e il sito lo visita, meglio ancora, vorrà dire che avremo preso due piccioni con una fava! E se tutto questo ancora non basta, ricordiamoci che possiamo pubblicare articoli di qualità all’interno del nostro sito, sotto forma di news o post del blog, lavorando su quella che è la link building interna del sito stesso.


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Le informazioni che ti ho condiviso fin qui sono tante, ma restano pur sempre una piccola parte di tutto lo scibile che bisognerebbe padroneggiare per evitare errori e passi falsi. Se vuoi davvero attuare un lavoro di link building e portarlo avanti nel tempo, ti consiglio di iniziare da un’analisi SEO come quella che propongo ai miei potenziali clienti. Con questa analisi riceverai:

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