15 strategie web marketing da provare nel 2020

consulente web marketing e SEO vicenza

a cura di Matteo D’Agostino, Esperto in strategie web marketing
laureato in Filosofia ed in Informatica, si è specializzato in web marketing alla University of California e all’Oxford College of Marketing.

Funnel, sales letter, DEM, guest posting, article marketing…

Quali strategie web marketing funzionano e quali invece non funzioneranno più nel 2020?
A quali strumenti di web marketing possiamo fare affidamento per ottenere risultati degni di questo nome?

Ogni giorno, come agenzia specializzata in servizi di promozione online, dobbiamo riflettere su questioni simili. Ogni giorno dobbiamo prendere decisioni che avranno effetto per i mesi a venire, perché il web marketing, come è giusto che sia, non si esaurisce nell’arco di pochi giorni, ma diventa utile nel corso del tempo, a fronte di un lavoro di test e monitoraggio continuo. Noi di Eviblu facciamo parte di quello sparuto gruppo di aziende che hanno scelto di rimanere sempre aggiornate, a costo di spostarci in altri paesi per seguire corsi di formazione e aggiornamento.

Siamo dunque consapevoli di come sta cambiando il mercato, delle ultime novità e delle strategie di web marketing “sicure” che hanno sempre funzionato e continueranno a farlo anche l’anno prossimo (e magari i successivi). Ecco perché abbiamo deciso di scrivere un articolo guida che possa fare luce sull’attuale situazione del marketing digitale italiano, tenendo conto delle più recenti novità e dei cambiamenti all’orizzonte. Speriamo possa esservi di aiuto per compiere scelte oculate, senza sprecare budget e senza buttare ore preziose di lavoro. Qualunque consiglio e commento, purché costruttivo, è il benvenuto!

Strategie web marketing

STRATEGIA N° 1: POSIZIONAMENTO SEO DEL SITO

Lo sappiamo, siamo di parte, ma il posizionamento SEO è nel nostro DNA fin da quando siamo impegnati nel web marketing, e non possiamo certo esimerci dal parlarne. Sebbene le dinamiche di posizionamento su Google (e non solo) siano profondamente cambiate da quando abbiamo iniziato questo mestiere, ancora oggi molte delle vecchie regole sono valide, affiancate da mutamenti più o meno rilevanti che tuttavia non hanno intaccato la “logica” dietro questa strategia. Sì perché posizionare un sito, un blog o un ecommerce è ancora questione di contenuti da una parte e di link dall’altra. Il tutto si può riassumere in questi tre passaggi fondamentali:

  1. Il sito viene indicizzato (scansionato dai web crawler e archiviato nella memoria di Google & Co.)
  2. Il sito viene popolato di contenuti ottimizzati (come questo che stai leggendo) e riceve link esterni da risorse autorevoli (v. strategia 5)
  3. Il sito emerge nei risultati di ricerca, aumentando in modo esponenziale la propria visibilità (ecco il posizionamento!)

È chiaro che per alcune keyword (parole chiave) il posizionamento è più difficile, perché la competizione è decisamente più alta. Per altre però si possono ottenere ottimi riscontri senza per forza rivoluzionare l’impalcatura del sito o investire chissà quali cifre in link building (creazione ad arte di link esterni). Se vuoi approfondire questa strategia, ti consigliamo di leggere l’articolo su Come avere più visibilità su Google con metodi 100% gratuiti!

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STRATEGIA N° 2: INVIO DI NEWSLETTER (MAILING LIST)

Una seconda strategia ancora valida nel 2020 è quella dell’invio di newsletter tramite posta elettronica. Si tratta di una soluzione vincente, che tuttora vanta il ROI (Ritorno sull’Investimento) più alto.

ROI newsletter

Certo, non bisogna comprare database di indirizzi a scatola chiusa, e non bisogna nemmeno sperare di aumentare il traffico e le vendite con poche centinaia di iscritti. Anche qui il lavoro (lavorone) va spalmato nei mesi e addirittura negli anni. Bisogna avere pazienza e organizzare la propria infrastruttura in modo che gli utenti della rete si iscrivano alla newsletter di loro iniziativa. Come? Ad esempio:

  • Offrendo contenuti in download gratuito
  • Coinvolgendo il pubblico con i propri contenuti (anche video o audio, vedi i punti 8 e 9) e incentivando così le iscrizioni
  • Creando offerte imperdibili, riservate agli iscritti (il tipico sconto del 10%, 20% ecc.)

Per inviare la nostra newsletter possiamo appoggiarci a servizi con piani gratuiti e a pagamento come Mailchimp, il più famoso in assoluto, o meglio ancora come Sendinblue  che negli ultimi tempi sta riscuotendo un successo crescente perché offre più flessibilità, ottima qualità e prezzi inferiori a Mailchimp. Provatelo e diteci cosa ne pensate!

 

STRATEGIA N° 3: CREAZIONE DI UN SISTEMA FUNNEL

Il funnel è una strategia un po’ diversa dalla newsletter. Se nella newsletter inviamo per lo più aggiornamenti, promozioni, offerte speciali e ultime novità, nel funnel inviamo in maniera automatica una serie di email che dovrebbero spingere l’utente, nel corso del tempo, a comprare un servizio o un prodotto. È il concetto dell’imbuto (da cui deriva il nome) per cui se abbiamo ad esempio 1.000 iscritti, il nostro funnel ci porterà a generare 100 clienti. Anche qui è ovvio che bisogna spingere gli utenti a iscriversi a un form, tipicamente creato con piattaforme come Clickfunnel, tra le più note e apprezzate nel suo genere .

Non appena l’utente si iscrive – per interesse verso un argomento o per sbloccare una risorsa (il solito ebook per intenderci) – ecco che comincia a ricevere la prima email, a cui faranno seguito altre quattro, cinque, sei o più messaggi, a seconda di quanto il funnel è articolato e distribuito nel tempo. Le ultime email servono per stringere il cerchio e convertire il lettore, trasformandolo da semplice utente qualificato a cliente. In Italia e nel resto del mondo ci sono veri maestri di questa strategia di marketing, e anche se gli anni passano, bisogna dire che il fascino di “entrare in un network esclusivo” (ciò che viene promesso spesso in apertura di funnel) continua a persuadere milioni di persone.

 

STRATEGIA N° 4: ATTIVAZIONE NOTIFICHE PUSH

Da qualche anno a questa parte le notifiche push hanno riscosso buoni risultati, tanto che oggi si vedono comparire messaggi che invitano a riceverle quasi ovunque. Avete presente quel piccolo banner che scende dall’alto dopo pochi secondi che navigate il sito, chiedendovi di iscrivervi per rimanere aggiornati? Ecco, quella è una notifica push, o meglio: quella è la finestra per iscriversi e dare il proprio consenso a ricevere avvisi di nuovi contenuti ogni qualvolta il sito a cui siete iscritti decide di mandarvi qualcosa. Potrebbe essere l’avviso di un nuovo post appena pubblicato, ma anche la segnalazione di una puntata video su Youtube, di un articolo scovato online… insomma, qualsiasi cosa. Il senso di tutto questo è offrire al pubblico un metodo alternativo per rimanere aggiornati sulle ultime novità, incluse manco a dirlo le offerte commerciali.

Notifiche push Eviblu

Ma non c’erano già le newsletter e i social media? Certo che sì, ma dato che non tutti sono iscritti a Facebook, e dato che non tutti sono disposti a ricevere materiale via email,  ecco che le notifiche push sopperiscono a questo gap inviando l’alert della notifica stessa sul monitor del PC o del telefono, indipendentemente dalla pagina che si sta visitando in quel momento. Troppo aggressiva come strategia di web marketing? Dipende, perché per alcuni può essere al contrario un sollievo poter seguire un’azienda o un personaggio senza entrare ogni volta su Facebook e senza attendere l’appuntamento mensile con la newsletter. Trattandosi di una strategia facile da implementare e a costo zero, vi suggeriamo di prenderla quantomeno in considerazione! Date un’occhiata per cominciare a VWO Engage.

 

STRATEGIA N° 5: GUEST POSTING IN PORTALI AUTOREVOLI

La promozione di un sito passa anche per i cosiddetti guest post, e cioè per contenuti pubblicati in portali, siti e blog esterni. Per chi possiede un albergo, ad esempio, potrebbe tornare molto utile la segnalazione della propria struttura nell’articolo pubblicato dal tale magazine online di viaggio in cui si parla dei “10 migliori hotel family friendly del Veneto”. Un guest post (cioè un post ospitato) scritto da noi e poi pubblicato dal portale o scritto da un autore del portale, risulta utile per due ragioni:

  • assicura visibilità immediata e (si spera) in target verso un pubblico complementare alla nostra audience
  • fornisce, nel migliore dei casi, un importantissimo link esterno valido ai fini del posizionamento

I benefici poi si potrebbero estendere ulteriormente a seconda di come e quanto Google prenderà in considerazione l’articolo stesso. Potrebbe accadere ad esempio che scrivendo il nome del vostro Hotel non comparirete più solo voi e i siti di booking, ma anche questo bel guest post in cui siete citati fra i migliori hotel del Veneto. Il senso di una campagna di guest posting dovrebbe essere dunque quello di piazzare in punti strategici articoli e post che parlano di noi e dei nostri servizi e prodotti, senza forzare la mano e abbassarsi alla logica del vecchio (e ormai defunto) article marketing, dove ogni articolo non era altro che un comunicato stampa. Portali autorevoli vuol dire, appunto, realtà con un certo seguito e una certa credibilità.

 

STRATEGIA N° 6: COINVOLGIMENTO DI BLOGGER E INFLUENCER

Se la strategia precedente era focalizzata esclusivamente sulla pubblicazione di guest post in portali e blog, la nostra sesta proposta chiama in causa blogger e influencer, persone e personaggi che hanno costruito negli anni una fanbase vastissima, distribuita fra Instagram, Facebook, Youtube, Twitter e altri social. Come possono aiutarci queste piccole e grandi star del mondo virtuale? La risposta è scontata: i blogger e gli influencer sono tutti, inevitabilmente, produttori di contenuti, e come tali sono capaci di veicolare notizie e informazioni al pubblico che li segue (e in molti casi li venera). Detta altrimenti, possiamo sfruttare blogger e influencer per accedere a bacini di utenza più o meno vasti, condividendo notizie di interesse, ma soprattutto coupon sconto, promozioni e quanto riteniamo utile ai fini della promozione.

Esempio marketing con influencer

Appoggiarsi a blogger e influencer è diventata una prassi talmente comune che esistono ormai persino piattaforme specializzate nel mettere in contatto aziende da una parte e creatori di contenuti dall’altra. Fra le tante segnaliamo a titolo di esempio Coobis, piattaforma spagnola di Content Marketing, Influencers & Branded Content. Se cercate interlocutori validi, qui potete trovare una lunga lista di personalità più o meno influenti suddivise per categoria di appartenenza (travel, family, food, fashion, ecc). Ogni articolo potrà avere il classico link dofollow al suo interno ed essere pubblicato con o senza dicitura “articolo sponsorizzato”, senza contare le possibilità di collaborazione su social media come Facebook o Youtube.

 

STRATEGIA N° 7: PPC SU GOOGLE ADS E FACEBOOK

Sicuro come l’oro: anche nel 2020 il Pay-Per-Clic su Google Ads e su Facebook rappresenterà una delle strategie di marketing più efficaci, in particolare per promuovere nuovi siti, sponsorizzare eventi o lanciare prodotti. Il funzionamento di questi sistemi ha raggiunto un livello piuttosto evoluto, per cui non ci azzardiamo a entrare nel merito dei meccanismi di gestione di una campagna (per questo ci sono i nostri servizi di gestione campagne Ads e gestione social network). Basti sapere che di base occorre impostare un budget giornaliero, indispensabile per foraggiare la pubblicazione di annunci che rimandano alla pagina Facebook, al sito, all’ecommerce, ecc. Ogni volta che un utente clicca l’annuncio, all’account associato viene addebitato un piccolo costo (da cui la formula Pay Per Clic).

In certe situazioni una strategia del genere può essere deleteria, perché se applicata senza criterio comporta enormi costi nel lungo periodo. Ecco perché è buona norma studiare bene il settore, capire le potenzialità della campagna, indagare le keyword, condurre i dovuti test e monitorare l’andamento degli annunci. Solo così una strategia di Pay-Per-Clic può avere esito positivo, contribuendo alla visibilità dell’azienda e al coinvolgimento del pubblico, essenziale ad esempio quando si organizza un evento o si vuole diffondere una promozione. Con una spesa minima anche solo di 100-200 euro al mese è possibile ottenere migliaia di risposte dal pubblico, selezionando area geografica, interessi, età, genere (uomo o donna) e altri parametri.

 

STRATEGIA N° 8: VIDEO MARKETING SU YOUTUBE

I video sono i contenuti del momento. Così vi diranno se parteciperete a un seminario o un evento di marketing. Ed è vero. Date una letta ad articoli come questo sulle statistiche di Youtube e vi renderete conto che negli ultimi due anni si è verificata un’impennata di iscritti, visualizzazioni e video caricati incredibile. Oggi, secondo Alexa, Youtube è il secondo sito più visitato… al mondo! Non a caso i video creator si sono moltiplicati come funghi. Dal settore gaming (il più richiesto in assoluto) al tema viaggi, le star di Youtube – i cosiddetti youtuber – non si contano. Ma come sfruttare a proprio vantaggio una piattaforma con oltre 1 miliardo di utilizzatori?

Le opzioni sono diverse. Una strategia di marketing banale potrebbe essere quella di aprire un canale Youtube e pubblicare a nostra volta video che dispensano consigli su un prodotto, un servizio o un business in generale (energie rinnovabili, cibo a domicilio, ecc). Un’altra potrebbe riguardare invece la pubblicazione di spot video, cioè di annunci promozionali sulla falsariga degli annunci Pay-Per-Clic di Google Ads e Facebook. C’è poi ancora la possibilità di rivolgersi a youtuber famosi (ovvero a influencer) e commissionare loro la produzione di un video in cui parlare di noi o sponsorizzare un prodotto in particolare. Ecco qui un video esemplare in proposito:

 

STRATEGIA N° 9: PUBBLICAZIONE PODCAST

In tanti ambiti i margini di manovra per la promozione si sono ristretti. Difficile farsi spazio con un canale Youtube o un blog (ce ne sono già a bizzeffe), e anche su Facebook e Instagram la concorrenza è altissima… ebbene, se siamo circondati da competitor, una buona alternativa potrebbero essere i podcast. In sostanza i podcast sono puntate audio registrate di solito da una o più persone, sia in studi professionali (come i podcast radiofonici) sia in altre location come abitazioni private o uffici di lavoro. Anche qui, come per Youtube, la crescita dei podcaster nell’ultimo periodo è stata vertiginosa, sebbene con numeri ancora piuttosto bassi.

 Crescita ascolti podcast

Avviare un podcast potrebbe comunque rivelarsi una strategia vincente  per quanti riusciranno a intercettare una certa nicchia di pubblico e dare vita a uno storytelling efficace. Un’opportunità di business valida in tantissimi settori, dal vino alle nuove tecnologie, dai libri all’alimentazione. Né più né meno il lavoro prevede la replica delle dinamiche delle rubriche radio tradizionali, con la differenza che il protagonista non sarà per forza un DJ o un autore. Chiunque può fare il podcaster una tantum o a tempo pieno: lo stesso imprenditore che parla in prima persona è senz’altro un esempio tanto diffuso quanto apprezzato. E del resto, se un’azienda come SEO Zoom ha dedicato un articolo ai branded podcast (podcast sponsorizzati), un motivo ci sarà!

 

STRATEGIA N° 10: GESTIONE SOCIAL MEDIA

Una volta Facebook era considerato un canale obbligatorio, oggi non più. L’azienda può scegliere di essere su LinkedIn, Youtube, Instagram, ma non su Facebook, e viceversa. Va da sé che non avere nessun social è peggio che averne almeno uno attivo e seguito. E averne solo uno è peggio che averne due attivi e seguiti. E così via. Come per il Pay-Per-Clic e per la SEO, non è il caso di spendere fiumi di parole per una strategia di marketing ormai nota e risaputa. Diciamo solo che ogni social è una possibilità in più: una possibilità di intercettare pubblico, una possibilità di trovare nuovi clienti con annunci sponsorizzati (fattibili in qualunque piattaforma), una possibilità di vendere prodotti senza ecommerce, e infine una possibilità di ricevere feedback e recensioni (come quelle di Facebook, tenute in seria considerazione dal pubblico).

Nonostante la delicatezza del tema, ancora troppe aziende sottovalutano la portata dei social media, commettendo errori grossolani come l’apertura di un profilo “perché ce lo hanno tutti” o la gestione di una campagna PPC senza criterio. Un consiglio che diciamo sempre ai nostri clienti è di non fare le cose tanto per farle: il budget è limitato e bisogna capire come spenderlo al meglio. Non basta pagare qualcuno, occorre studiare, analizzare, valutare e sperimentare. E poi ci vuole tantissimo aggiornamento, perché i social cambiano alla velocità della luce ed è prioritario seguire l’evoluzione di ciascuno di loro. Solo così si otterranno risultati significativi senza buttare vagonate di euro per niente!

 

STRATEGIA N° 11: LANCIO E PROMOZIONE DI UN BLOG

E torniamo alle strategie di content marketing e in particolare a quella che è la tattica più collaudata e di impatto in assoluto: il blog. Aprire un blog indipendente o associato a un sito rappresenta ancora oggi una scelta lungimirante: grazie al blog, avremo uno spazio dove pubblicare contenuti di qualità, meglio se ottimizzati in logica SEO, capaci di garantirci un flusso crescente di visitatori nel corso degli anni. Il motivo per cui un utente dovrebbe trovare il nostro blog è presto detto: se parliamo di un argomento fornendo consigli e linee guida di alto valore (un po’ come stiamo facendo noi con questo post), Google ci terrà in considerazione e ci mostrerà fra i primi risultati di ricerca.

ROI Blog

A questo punto, tutte le volte che verrà eseguita una ricerca per le parole chiave corrispondenti a quell’articolo, il nostro post (e quindi il blog) avrà ottime chance di essere cliccato e letto. E si sa, un utente che legge è un utente presente, che può quindi cliccare un banner legato a una promozione, o iscriversi alla newsletter, o scaricare un ebook e scoprire così i nostri servizi e prodotti… Si chiama content marketing proprio perché è un marketing realizzato attraverso i contenuti, intesi appunto come post o news. Come beneficio secondario, consideriamo inoltre che avere un blog attivo ci permette di attingere a contenuti di qualità per alimentare social media, notifiche push e newsletter, evitando lo spettro di strategie valide che tuttavia non trovano linfa vitale per concretizzarsi.

 

STRATEGIA N° 12: FEEDBACK MARKETING (RECENSIONI)

La dodicesima strategia di cui vogliamo parlare si chiama feedback marketing, una formula che fa riferimento alle recensioni collezionate dall’azienda su social media come Facebook, ma soprattutto su piattaforme come Trust Pilot. Poniamo l’accento su questa tattica perché ancora oggi molte società, ecommerce e start up lavorano senza la minima considerazione nei confronti delle opinioni dei clienti acquisiti. Legittimo, non fosse che i clienti acquisiti sono clienti che possiamo fidelizzare, spingendoli di nuovo all’acquisto di un prodotto o un servizio. Un cliente insoddisfatto a cui non viene data risposta è un cliente che di sicuro non comprerà più, ma lo stesso cliente, se ascoltato e capito, potrebbe tornare da noi in futuro.

 Recensioni Eviblu Google My Busines

Si fa un gran parlare di come cercare nuovi clienti, e si dimentica che molti clienti già sono stati trovati, ma per qualche ragioni se ne sono poi andati per la loro strada. Ricordate: una delle ragioni è quella di non aver avuto risposte ai loro feedback, o peggio di avere trovato (dopo l’acquisto) feedback negativi che li hanno allontanati. Non vogliamo arrivare a sostenere che non si debbano ricevere recensioni negative: qualche persona scontenta ci sarà sempre. Il punto vero è offrire ai clienti la possibilità di esprimersi e garantire le dovute risposte (e cioè la dovuta assistenza). Considerando che Trust Pilot è tra i 500 siti più visitati al mondo, essere presenti è una strategia di marketing semplicemente obbligatoria!

 

STRATEGIA N° 13: MESSAGGISTICA ISTANTANEA

Come i social, i podcast, i video e altri trend, così le applicazioni di messaggistica istantanea hanno preso ormai piede in diverse fasce di popolazione, soprattutto fra i giovani e gli adulti dai 30 ai 50 anni. Sfruttare a proprio vantaggio WhatsApp o Telegram non è facile, ma il gioco può valere la candela. Diverse realtà e imprenditori incentivano il pubblico a iscriversi al proprio gruppo o canale Telegram, riuscendo così a veicolare contenuti e notizie in modo molto diretto e molto veloce. Il livello di interazione all’interno di applicazioni di messaggistica varia in base all’applicazione stessa, per cui WhatsApp è possibile rispondere all’amministratore del gruppo, mentre su Telegram questa possibilità non è prevista (non ancora).

Una bella guida in proposito è stata scritta da Webinarpro. Nell’articolo è spiegato come funziona un canale Telegram e come aprirlo per il business. Fra le altre cose leggiamo questo passo interessantissimo:

Telegram ti permette di condividere nel tuo canale diverse tipologie di contenuto.

  • Testi
  • Link
  • Immagini
  • Video
  • Note audio (come i messaggi vocali di WhatsApp per intenderci)
  • Sondaggi (solo con un bot)

Come vedi puoi diversificare i tuoi contenuti e trasformare il tuo canale in una sorta di super-blog capace di condividere contenuti di alto livello, diversificati, adattati ed elaborati per le esigenze della tua community.

Il consiglio è quello di trovare la tua strada, di sperimentare diverse modalità e scegliere quella più adatta alle tue esigenze e ai bisogni della tua community. Considera che puoi usare non solo il tuo smartphone, ma anche il tuo computer, rendendo molto pratico la condivisione anche di materiali articolati.

 

STRATEGIA N° 14: OFFERTA DI REALTA’ AUMENTATA

Coca Cola, Ikea, Volvo, Marriot… sono sempre di più i colossi che hanno deciso di investire in realtà aumentata a fini di marketing. In questo caso i tempi sono forse prematuri per una diffusione su larga scala, in particolare per i costi di sviluppo di applicativi dedicati, tuttora abbastanza alti. Il settore si sta però sviluppando alla velocità della luce, e come è stato per le app mobile (vedi il prossimo punto) così già dal 2020 potremmo prevedere un boom di esperienze di realtà aumentata accessibili anche ad aziende medie e singoli imprenditori.

Segnaliamo fra gli articoli più recenti quello su Realtà virtuale e realtà aumentata: il futuro del marketing? firmato Inside Marketing (un nome un programma). Se volete farvi un’idea precisa di che cosa voglia dire in concreto promuoversi con la realtà aumentata, eccovi un piccolo assaggio di quello che ha saputo creare Ikea quando è stato il momento di pubblicare il catalogo del 2016… e sottolineiamo: 2016.

STRATEGIA N° 15: SVILUPPO APPLICAZIONI MOBILE

E le care “vecchie” app per il mobile? Vogliamo forse ignorarle? Certo che no! Vero, l’epoca d’oro in cui tutti sviluppano app di ogni genere sta ormai per terminare, ma non per questo possiamo già guardare avanti e dimenticarci del contributo essenziale che una singola app può elargire al nostro business. Un contributo ai fini di una migliore fruizione del sito (o dell’ecommerce) da device mobile, perché se è vero che un portale può essere mobile friendly, è altrettanto vero che navigarlo nella versione app dal proprio smartphone risulta decisamente più agevole. Idem per quanto riguarda applicazioni specifiche finalizzate ad ampliare e potenziare le nostre risorse.

Immaginiamo ad esempio di essere un tour operator, e di voler offrire ai nostri clienti una preview dell’itinerario con funzionalità moderne e opzioni personalizzabili (colazioni e pranzi in hotel, orari delle escursioni e via discorrendo). Un valore aggiunto che ci distinguerà dalla concorrenza, e che riusciremo a dispensare proprio attraverso una app per mobile. Di nuovo, bisogna ricordare che non tutte le partite si giocano sui campi noti (Facebook, blog o PPC): a volte basta cambiare punto di vista, ed ecco che si aprono prospettive di marketing inedite, con margini di ROI a volte di gran lunga superiori a quanto potremmo ottenere battendo le strade più sicure.

E voi, per il 2020, quali strategie vi aspettate? Raccontatecelo nei commenti e se avete domande siamo tutto orecchi!