Guida all’ottimizzazione SEO per WordPress

DOVE INTERVENIRE PER OTTIMIZZARE IL TUO SITO SU PIATTAFORMA WORDPRESS

In diverse occasioni, all’interno del nostro blog, abbiamo parlato di argomenti legati all’ottimizzazione di un sito, e delle relative tecniche per raggiungere i primi posti su Google. Ottimizzare sito e codice come tecnica di posizionamento è solo uno dei tanti esempi a riguardo. Seguendo la stessa falsariga, oggi vogliamo concentrarci su WordPress, piattaforma CMS (Content Management System) con una lunga storia alle spalle, nota per la sua completezza e, aspetto non secondaria, il suo credito agli occhi di Google. Pare che il motore di ricerca numero 1 in Italia e in numerosi paesi del mondo, soprattutto in Occidente, consideri in modo positivo un sito WordPress e lo posizioni di conseguenza. Leggenda o realtà, sta di fatto che la SEO su WordPress risulta più semplice da gestire, vuoi per la presenza di numerosi plug in, vuoi per l’ottima organizzazione dei contenuti.

Ma come emergere nel momento in cui milioni di siti, blog e ecommerce si appoggiano al sistema WordPress? Per fare meglio degli altri, occorre innanzitutto prestare attenzione ad alcuni aspetti. Obiettivo di questa guida è indicare le principali aree su cui lavorare in ottica di ottimizzazione SEO per WordPress, partendo dai meta dati fino ad arrivare ai commenti. Per ulteriori informazioni o per consulenze mirate alla SEO per WordPress, non esitare a contattarci!

OTTIMIZZARE I METADATI DI ARTICOLI, PAGINE O SCHEDE PRODOTTI

Impossibile scrivere una guida SEO per WordPress senza parlare di Yoast. Tanto discusso quanto diffuso, Yoast è lo strumento n° 1 per iniziare a migliorare l’ottimizzazione del sito. Questo plug in offre due diverse funzionalità complementari per tutte le pagine create nel sito stesso: la prima è uno spazio per l’inserimento di, nell’ordine, meta title, url e meta description; la seconda, in forma di lista, è una sorta di analisi delle cosa da fare e da non fare per ottenere il massimo da quella pagina. Ogni volta che pubblichiamo un nuovo articolo o una nuova pagina statica, dovremo badare che i campi dei meta dati siano compilati con le parole chiave importanti per il nostro target. Va da sé che alcune sezioni di un blog o di un ecommerce (pagina Chi siamo, Dove siamo ecc) non necessitano per forza di keyword, ma non per questo possiamo evitare di arricchirle con i meta dati corretti.

Screenshot SEO by Yoast

Se ci dimentichiamo di curare questo “dettaglio”, manchiamo un’occasione preziosa per fornire ai robot di Google la nostra versione dei fatti (ciò di cui vogliamo parlare), e in seconda battuta, rischiamo di presentarci fra i risultati di ricerca con un’anteprima sbagliata, o quantomeno poco performante. Nell’immagine qui sotto si vede la differenza fra un’anteprima corretta e una stessa anteprima generica.

Esempio di cosa succede quando non si compilano i meta dati

A proposito dell’analisi SEO proposta dal plug in WordPress Yoast, va ricordato che parliamo di un risultato frutto di un software. Le annotazioni e i suggerimenti vanno quindi presi con le pinze, in quanto Google è decisamente più raffinato. Tanto per fare un esempio banale, Google calcola come keyword anche una parola chiave divisa da una preposizione (es. trekking sul Monte Rosa), viceversa Yoast non è in grado di distinguere altre parole al di fuori della keyword inserita da noi nell’apposito campo (es. trekking Monte Rosa). Una sottile differenza che tuttavia può indurre a credere di avere sottoutilizzato la parola chiave. L’esperienza, come sempre, permette di calibrare il tiro e ottimizzare i meta dati e gli elementi del contenuto alla perfezione.

Analisi SEO by Yoast

OTTIMIZZARE I CONTENUTI CON TITOLI, SOTTOTITOLI, ELENCHI, ECC

Basarsi esclusivamente su Yoast per l’ottimizzazione SEO di un sito WordPress non basta. I contenuti delle pagine – siano essi news, testi normali, descrizioni di ecommerce o articoli – vanno elaborati secondo un modello ben preciso, che prevede al suo interno titoli, sottotitoli, elenchi puntati, citazioni, box di approfondimento e così via. In ciascuna di queste parti del contenuto abbiamo la possibilità di inserire la parola chiave e le keyword correlate, nella versione plurale e singolare. Riusciremo inoltre a presentare meglio il contenuto al lettore, offrendogli una suddivisione chiara e precisa delle informazioni. Di seguito una lista parziale di elementi da tenere in considerazione per ottimizzare singole pagine o articoli su WordPress.

  1. Titoli e sottotitoli
  2. Box introduttiva/Box in evidenza
  3. Elenchi puntati
  4. Paragrafi veri e propri
  5. Immagini con attributo alt
  6. Call to action
  7. Slogan
  8. Citazioni
  9. Pulsante Twitter
  10. Tag cloud
  11. Profilo autore

Esempio di contenuto diversificato con sottotitolo e box

OTTIMIZZARE LE PAROLE CHIAVE E I LINK INTERNI AL SITO

Usare le parole chiave in modo corretto è un’arte. In un sito WordPress – ma la regola vale anche per altre piattaforme – è fondamentale puntare su poche parole chiave generiche (brevi, molto competitive, più difficili da posizionare) nelle pagine principali, sfruttando la sezione news o il blog per lavorare sull’ampio spettro di parole chiave secondarie (lunghe, meno competitive, più facili da posizionare). Una regola d’oro che ci consentirà di scegliere le keyword giuste, senza perdere tempo con parole troppo ambiziose. Attenzione anche ai link interni da una pagina all’altra e da una news all’altra. Mai linkare parole povere di significato come “a questo link”, “qui”, “nell’ultimo articolo”, ecc. Piuttosto, selezioniamo la keyword esatta, o le frasi corrispondenti al titolo dell’articolo a cui rimandiamo (titolo che, se siamo bravi, conterrà la parola chiave secondaria). Tanto per fare un esempio pratico, potremmo rimandare all’articolo su Come valutare il proprio sito web. Sia i motori di ricerca sia gli utenti apprezzeranno!

Link corretto nel testo

OTTIMIZZARE IL CODICE, I FOGLI DI STILE, I PLUG IN

Consigli per migliorare il proprio sito webWordPress è un CMS pericoloso. Ci sono tanti di quei plug in e software che si possono integrare, che si corre il pericolo di sovraccaricare il nostro sito a discapito della velocità di caricamento delle pagine, della pulizia del codice e della visualizzazione su mobile. Dosiamo quindi le risorse a disposizione, cercando di ottimizzare non solo i contenuti ma anche il codice, i fogli di stile CSS, i plug in e tutto ciò a cui abbiamo accesso via back office o file FTP. Qui il ruolo di un partner specializzato in ottimizzazione SEO per WordPress può risultare decisivo. L’intervento, inutile dirlo, andrebbe effettuato in fase di sviluppo: spinti dall’emozione e a volte dalla fretta, tuttavia, capita di guardare unicamente alla parte “visibile” del sito, dimenticando il codice alla base. Un errore che obbliga l’impresa o l’attività in questione a rivedere il sito in un secondo momento, con inevitabili costi e perdite di tempo. Qualora l’agenzia web a cui ci siamo rivolti non avesse in organico figure esperte in ottimizzazione per WordPress, è opportuno guardarsi intorno e cercare subito qualcuno in grado di assisterci con una consulenza SEO adeguata.

OTTIMIZZARE L’INSERIMENTO DI COMMENTI NEGLI ARTICOLI

Ultimo aspetto da tenere sotto controllo sono i commenti. In un sito o in un blog WordPress è addirittura possibile commentare da loggati, utilizzando in sostanza il profilo personale WordPress. Da una parte questo è un vantaggio (rapidità, riconoscibilità, link nella firma dell’autore), dall’altra, complice la diffusione di WordPress a livello mondiale, la pratica ha facilitato la vita a troll, hacker e robot, per cui spesso e volentieri commenti in apparenza genuini si rivelano puro e semplice spam. Soluzione? Dedichiamo un po’ del nostro tempo al controllo dei commenti in moderazione, a quelli già pubblicati e ai tanti che si accumuleranno nella coda dello spam, effettuando le dovute verifiche e una sana pulizia periodica.

Speriamo che la nostra guida all’ottimizzazione SEO WordPress ti sia stata d’aiuto. Se hai domande, sei il benvenuto!